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Arsenale, il 31 gennaio manifestazione a Roma

Le ansie e le fondate preouccupazioni della comunità ionica all'attenzione di parlamentari e governo. Istituzioni, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali hanno siglato il documento che riassume gli aspetti salienti della piattaforma unitaria

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Ormai è mobilitazione generale: si partirà infatti lunedì prossimo, 30 gennaio, alle ore 23 da via Magnaghi alla volta della capitale per far conoscere a parlamentari e governo le ansie e le fondate preoccupazioni della comunità ionica per le sorti dell'arsenale militare e di tutto il sistema produttivo legato in qualche misura all'Amministrazione della Difesa. Si temono gravi ripercussioni sul fronte occupazionale con la perdita di migliaia di posti di lavoro. E così è stato siglato il documento che riassume la piattaforma unitaria intorno alla quale si sono ritrovati istituzioni locali, associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali, dando seguito agli impegni presi nel corso dell'incontro tenutosi lo scorso 23 gennaio, nel salone degli Stemmi a Palazzo del governo, su convocazione del presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido. Martedì prossimo, quindi, manifestazione davanti a Montecitorio con la presenza del presidente Gianni Florido, del sindaco di Taranto Rossana Di Bello, dell'assessore provinciale al Lavoro Raffaella Quaranta ed una folta rappresentanza delle organizzazioni sindacali, dei lavoratori e delle associazioni datoriali. Diversi i pullman, almeno cinque, che lasceranno il capoluogo ionico per raggiungere Roma. Ecco il documento che riassume gli aspetti salienti della piattaforma unitaria: "Il 23 gennaio 2006 su iniziativa della Provincia, il Presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, ha incontrato i rappresentanti istituzionali (parlamentari, assessori e consiglieri), le organizzazioni sindacali territoriali, datoriali, le rappresentanze del lavoratori della Difesa. Nell'incontro, altamente partecipato, è stata analizzata tutta la problematica delle attività dirette e indirette dell'Arsenale e dell'Area Difesa e si sono analizzati i tagli alla Finanziaria che incideranno fortemente sui livelli occupazionali dell'indotto Arsenale, Base Navale ed Aeronautica di Taranto. I tagli sul capitolo di spesa relativo alle pulizie nell'area militare comporteranno un taglio occupazionale di 130 unità lavorative causate anche dalla mancata applicazione dell'art.4 del CCNL; la completa soppressione del capitolo di spesa relativo al facchinaggio ha già inciso negativamente su 100 lavoratori; la riduzione dei finanziamenti per l'incarico ai docenti civili di Mariscuola comporterà un abbattimento delle ore lavorative per l'intero corpo docente. A tutto questo si aggiungono i tagli della Finanziaria, che per gli Arsenali, in particolare, si attestano all'80%. Nel capitolo di bilancio per le manutenzioni navali, infatti, si è passati dai 120 milioni di euro del 2005 ai 20 milioni del 2006. E ancora: il sequestro da parte della Magistratura delle aree Arsenale MM; 49 aziende impossibilitate a svolgere attività per inosservanza delle norme relative al decreto legislativo 626/94 per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori, con un risvolto negativo sul piano occupazionale di più di 500 lavoratori, per i quali è stata inoltrata la procedura di cassa integrazione. A tal fine, sempre nel più assoluto rispetto delle attività inquirenti, si chiede alla magistratura di accelerare le procedure per giungere in tempi celeri ad una definizione della vertenza. La totale impossibilità ad applicare il turn over dei dipendenti civili del ministero della Difesa, inoltre, lascia presagire operazioni che tendono allo smantellamento dell'area tecnico-manutentiva dell'Arsenale di Taranto (perdita in tre anni di circa 500 posti di lavoro). Per queste motivazioni l'Assemblea, all'unanimità, ha concordato una piattaforma rivendicativa tesa, da una parte, alla soluzione delle problematiche contingenti che presentano un carattere di particolare urgenza, dall'altra ad una azione concertativa per garantire il mantenimento dell'Arsenale e della Marina sul territorio ionico, considerata l'importanza che questa realtà economica e produttiva ha avuto e deve continuare ad avere sul nostro territorio. Fra gli impegni assunti: - sollecitare l'incontro già richiesto dalla Provincia di Taranto al sottosegretario di Stato al Lavoro e alle Politiche Sociali On. Pasquale Viespoli per avviare la procedura di cassa integrazione e al Ministero del Tesoro per incrementare le risorse finanziarie per il settore pulimento e facchinaggio; - organizzare un sit-in davanti al Parlamento con richiesta di incontro alla presidenza della Commissione per il giorno martedì 31 p.v. al fine di rendere visibile a livello nazionale la situazione di crisi in cui versa l'intera area Difesa del territorio jonico; - chiedere che il Ministero del Tesoro restituisca agli Arsenali i 150 milioni di curo in cinque anni provenienti dalla vendita delle aree demaniali militari previsti dalla precedente Finanziaria, così come restituisca i fondi rivenienti dalla vendita al Perù delle 4 unità navali della classe «Lupo». A tal proposito per le 2 unità navali, Perseo e Sagittario, che dovranno essere sottoposte a lavori di ripristino e manutenzione, si chiede che una delle due unità possa essere assegnata alle lavorazioni presso l'Arsenale MM di Taranto; - istituire un tavolo concertativo tra Regione, Provincia e Comune di Taranto, organizzazioni sindacali e datoriali affinché in maniera unitaria si discuta con il Governo Nazionale per scongiurare l'ipotesi che l'Arsenale di Taranto diventi semplicemente un polo logistico, provocando danni irreparabili sotto il profilo sociale ed occupazionale, trasformando invece il polo di La Spezia da polo tecnologico a quello esclusivamente manutentivo; - chiedere al Governo di farsi garante dell'applicazione dell'art. 4 del CCNL per ciò che concerne gli appalti del pulimento già in atto presso il Ministero della Difesa, in modo da garantire un servizio di qualità e la continuità occupazionale di tutti i lavoratori; - avviare la discussione proposta da Confindustria Taranto per quel che concerne l'attivazione di un distretto navalmeccanico che, oltre a prevedere la manutenzione e riparazione del naviglio militare, consenta di operare con successo nella ricerca e nello sviluppo di nuovi sistemi navali che, da una parte, rispondano all'evoluzione delle esigenze strategiche della Difesa e dall'altra consentano ricadute tecnologiche innovative nella cantieristica navale; - infine, mantenere il ruolo pubblico degli arsenali in sinergia con l'indotto locale per il loro rilancio.

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